In tanti – scienziati, filosofi, artisti – hanno cercato di coglierne l’essenza, ma la creatività resta una delle doti più misteriose dell’essere umano. Di sicuro, che si parli di arte o di scienza, di invenzioni letterarie, scoperte scientifiche o creatività matematica, il luogo in cui si produce è quel chilo di materia grigia che è il nostro cervello. Ma quali sono i meccanismi neuronali alla base di questo processo? Le neuroscienze cominciano a sollevare il velo scoprendo a poco a poco in che modo interagiscono i cento miliardi di neuroni del cervello. E c’è chi, come Lamberto Maffei, neurobiologo dell’Università di Pisa, individua uno dei fattori della creatività nel ‘rumore cerebrale’, cioè l’attività del cervello a riposo: quando, in assenza di stimoli esterni, la mente vaga libera permettendo ai due emisferi di dialogare liberamente tra loro, e di far scattare l’intuizione, il lampo creativo, quel certo sguardo inedito e originale sulle cose. Vittorio Gallese, medico, e neurofisiologo, sostiene a sua volta che per avvicinarsi alla comprensione dei processi creativi non basta considerare il cervello in sé: bisogna partire dal sistema cervello-corpo immerso in un ambiente. Scopritore insieme a Giacomo Rizzolatti dei neuroni specchio, da anni Gallese studia il rapporto fra creatività, esperienza estetica e neuroscienze, e dialoga con chi si occupa di discipline umanistiche: come Alberto Casadei, docente di Letteratura italiana all’università di Pisa, autore del volume Poetiche della creatività. Letteratura e scienze della mente (B. Mondadori, 2011). Nel Giardino di Albert di sabato 18 maggio (Rete Due, ore 18.00) scienza, arte e letteratura si intrecciano per provare a capire che cos’è la creatività.