giovedì, 10 novembre 2011 ore 22:30 (UTC+1)

Andante ma non troppo - 150 anni di storia italiana

LA 1 - Giovedì 10 novembre ore 22.30 - Parte 2

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Nel 2011 ricorrono i 150 dall'Unità d'Italia

Nel 2011 ricorrono i 150 dall'Unità d'Italia

Andante ma non troppo
150 anni di storia italiana

di Enrico Cerasuolo

Giovedì 3 novembre - Prima Parte

"L'Italia è un'espressione geografica", sentenziò il principe Metternich nel 1815, definizione offensiva per i patrioti risorgimentali, ma contenente un dato di fatto. Esistevano gli italiani, almeno fin dal 1300, da quando cioè ebbero una lingua scritta in comune, ma l'Italia era frazionata in una costellazione di stati, alcuni non più grandi di una città. Fare l'Italia significava smentire Metternich. Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II ci riuscirono nel 1861: 150 anni fa. Impresa grandiosa ma, secondo la famosa frase attribuita a Massimo d'Azeglio, "fatta l'Italia, bisognava fare gli italiani", impresa ancora più ardua e forse impossibile. Perché il particolarismo, il campanilismo, il corporativismo e molti altri "-ismi" la rendono tale. L'italiano è Pinocchio: anche con la divisa del bravo bambino educato, l'ex burattino rimane un ribelle, un trasgressivo. Il rovescio della medaglia della trasgressività è la creatività. Se c'è qualcosa che unisce gli italiani è proprio la cultura, l'arte, la musica, la poesia, il cinema: forme di espressione nelle quali gli italiani si sono riconosciuti e sono conosciuti nel mondo.

In prima visione assoluta, questo documentario in due parti, realizzato in occasione dell'anniversario dell'unità d'Italia, racconta gli ultimi 150 anni di storia italiana in modo insieme appassionato e spassionato, perché solo così si può raccontare l'Italia, le sue miserie e nobiltà, le sue perenni contraddizioni, celebrando le pagine fulgide senza nascondere quelle più oscure. La prima parte comprende gli avvenimenti che vanno dall'impresa garibaldina dei Mille alla fine della Seconda guerra mondiale.

Giovedì 10 novembre - Seconda parte

Dopo la guerra, riconosce lo storico francese Marc Lazar, "l'Italia ha realizzato in cinquant'anni quello che altri paesi - Francia, Germania, Gran Bretagna - hanno realizzato in centocinquanta".
La seconda parte del documentario ci racconta gli anni del boom economico che hanno trasformato l'Italia da paese prevalentemente agricolo a potenza industriale, fino ad arrivare ai giorni nostri, con un'Italia diventata potenza post-industriale. Un'evoluzione talmente rapida che non poteva non generare tutta una serie di problemi, tensioni e contraddizioni. L'Italia si dà una Costituzione repubblicana, mentre il consumismo irrompe in un contesto socialmente e culturalmente disomogeneo.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, l'industrializzazione provoca una massiccia emigrazione interna dal Sud al Nord. Sono gli anni dell'alfabetizzazione e della motorizzazione, della televisione e delle autostrade, gli anni del dualismo Democrazia Cristiana-Partito Comunista, esasperato dalla Guerra Fredda e dall'ingerenza della Chiesa. Nel 1974, respingendo l'abrogazione della legge sul divorzio, gli italiani mostrano di aver superato la soggezione verso il Vaticano, ma le conquiste civili e la stabilità interna vengono minacciate da una micidiale ondata di terrorismo, di destra e di sinistra. L'Italia regge l'urto e negli anni Ottanta, gli anni della "Milano da bere", si prepara l'avvento del berlusconismo.

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Andante ma non troppo

Il Filo della storia, 10.11.2011 - di Enrico Cerasuolo - Seconda Parte