lunedì, 14 novembre 2011 ore 10:59 (UTC+1)

Esordio convincente per l'anglo ticinese de Stoppani

Prima mondiale per Jump e pienone per l'Espocentro

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di Marco Zucchi

Regista, protagonista e produttori sul palco di Castellinaria
(foto Sarah Weibel)

Una perfetta simbiosi mamma-figlia. Si presenta così la regista Bindu de Stoppani alla nostra intervista fissata per la domenica pomeriggio, prima della proiezione serale del suo film d'esordio Jump - Tuffati. Una maglia-marsupio scarlatta, la piccolissima Nina di poche settimane che dormicchia paciosa abbracciata a mammà. Per non disturbarla Bindu la lascia per qualche istante ad un'amica e risponde alle nostre domande.

Ticinese da parte di mamma, nata in India, abita a Londra dall'età di dieci anni ed è tornata nelle terre locarnesi non solo per ambientarci il suo primo lungometraggio, ma anche per un percorso alla riscoperta del passato che per sua stessa ammissione contiene qualche spunto autobiografico.

Girato in gran parte ad Intragna e nelle Centovalli, con qualche puntatina in riva al Verbano e qualche intermezzo londinese, Jump - Tuffati racconta la storia di una donna inglese che - ereditata una casa dall’invisibile padre ticinese appena morto - compie un viaggio fisico ed esistenziale verso sud, verso una dimensione bucolica e paesana, dove ritroverà ricordi perduti.

Una trama che scorre sullo schermo e progressivamente fa pensare a cospicue analogie con Un'ottima annata di Ridley Scott. A partire dalle inquadrature del celebre grattacielo-sigaro della City (quello che è piaciuto così tanto anche al Woody Allen di Match Point). E poi c'è un inglese efficiente del mondo della finanza (là era un uomo, Russell Crowe, qui è la brava Claire Price), che eredita una casa in un luogo idilliaco (là era una Provenza piena di vigneti, qui è un Ticino fatto di scorci molto pittoreschi). C'è un defunto che aveva scheletri nell'armadio e una vita sentimentale da indagare (lo zio del personaggio di Scott, di cui compariva improvvisamente la figlia segreta; il babbo della protagonista di Jump, tradito dalla moglie con un amico). Per entrambi i protagonisti c'è persino un amore "local" pronto a sbocciare (la bellissima Marion Cotillard, che là faceva la cameriera, il guascone Glen Blackhall, che qui fa … il cameriere). Insomma può nascere un bel gioco da Settimana enigmistica all’insegna del “trova i dettagli in comune” tra i due film. Il che non è per forza una critica a Bindu, che ha tutto il diritto di farsi ispirare dai film che vuole e ha comunque trovato una strada emotiva sensata e compiuta per la sua protagonista.

La proiezione serale bellinzonese, in prima assoluta, è stata un successone, con la presenza in platea di tanti volti di quello che ormai sta assumendo sempre più l’etichetta di “giovane cinema ticinese”: da Erik Bernasconi, a Niccolò Castelli, ad Alberto Meroni, a tanti altri. Ma la scena questa sera era tutta per la De Stoppani e i suoi protagonisti.

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I tuffi di Bindu e l'incanto dello studio Ghibli

Rete Due, 13.11.2011

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