Spiritual Ufo
Storie, 27.03.2011 -
di Michael Beltrami
Di Michael Beltrami
Vi è mai capitato di scrutare il cielo e di...?
Il soggetto di questo documentario ruota attorno agli strani appuntamenti del destino di alcune persone, di una passione forse nata per caso o forse no, di un interesse inspiegabile che affascina e attira.
La vita quotidiana che si mescola a una dimensione totalmente misteriosa, sconosciuta, in cui quelli che sono stati coinvolti con la visione di un UFO o addirittura hanno avuto un contatto con un essere extra-terrestre sono spinti dalla voglia di ricercare risposte di fronte a realtà che appartengono ancora all’ignoto.
Il tema principale non è tanto quello della ricerca dell’esistenza degli UFO e degli extra-terrestri, e questa non è nemmeno un’inchiesta dal taglio scientifico (esistono già innumerevoli documentari basati solo su testimonianze e interviste ad esperti di ufologia); questo documentario è invece un’esplorazione dentro a un mondo che si nutre di messaggi spesso confusi e sostanzialmente incredibili, un viaggio anche un po’ bizzarro, alla scoperta di persone e di fatti legati agli incontri con gli UFO.
Un “on the road” raccontato in prima persona, tra Stati Uniti, Egitto e Svizzera, in cui le tappe sono segnate anche dalla casualità e dalle circostanze che emergeranno di volta in volta, da un incontro all’altro.
Vedremo gli “orbs” e le strane luci che popolano il cielo notturno del “campo dei sogni”; incontreremo un ex sergente dell’esercito americano che faceva uno strano mestiere; ascolteremo un messaggero degli “Esseri di Luce”… E ancora: i “contattisti” James Gilliland, Pamela Henwood, Koji Kondo e la figura eclettica di Billy Meier, il quasi inavvicinabile contattista svizzero, autore delle più straordinarie fotografie di UFO mai realizzate.
In un’epoca dove si moltiplicano le iniziative di “contatto”, siamo andati a cercare alcune persone la cui vita è stata cambiata dal momento in cui hanno visto uno o più UFO.
Cosa ha significato per queste persone quella “visione”, quel “contatto”?
Per molti degli avvistatori c’è un’esigenza ad aggrapparsi a qualche cosa di misterioso attraverso cui cercare un senso più vasto della propria esistenza; un senso di continuità, di estensione di noi stessi. Noi esseri umani, imprescindibilmente dal nostro credo religioso o dal tipo della nostra ricerca spirituale, sembriamo averne sempre più bisogno.
Storie, 27.03.2011 -
di Michael Beltrami