Luci mie traditrici
Trasmissione dedicata per intero al maggiore compositore italiano vivente, Salvatore Sciarrino, e a un suo lavoro scritto per il teatro: "Luci mie traditrici". Si tratta di un lavoro molto interessante (un piccolo capolavoro, a modo suo). E interessante lo è a cominciare dalle scelte che hanno guidato la stesura del libretto, reso in forma dialogica con l'uso di frasi brevissime, di parole singole, di frammenti. Lo è nelle scelte drammaturgiche che solo alla fine portano a scaricare le tensioni accumulate in un'esplosione violentissima quanto breve. C'è poi il personalissimo linguaggio musicale di Sciarrino che si fonda su un uso non convenzionale degli strumenti, qui piegati all'ottenimento di effetti sonori che modulano e nel contempo commentano, anche in modo naturalistico, lo stato d'animo dei protagonisti. L'aspetto che maggiormente colpisce è però l'uso che Sciarrino fa della voce, inventando - possiamo davvero dire - un nuovo modo di articolare il canto: non è "recitar cantando", né una sorta di schönberghiano "sprechgesang", come sentirete, ma un modo del tutto nuovo e originale di articolare la voce e di coniugarla con il suono. A ispirare Sciarrino, un testo seicentesco di Giacinto Andrea Cicognini: "Il tradimento per l'onore". L'opera sarà precedeta da un making of che ci introduce allo spettacolo, con interventi dei suoi protagonisti e in particolare dello stesso Sciarrino.
Paganini, 22.04.2012 -