domenica, 04 marzo 2012 ore 21:55 (UTC+1)

Cult TV 49

Matteo Campagnoli, Alex Dorici e Jamie McCartney

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(c) Jamie McCartney

Non perdetevi Cult tv di questa settimana: assieme a Matteo Campagnoli cercheremo di capire a cosa serve la poesia; con Alex Dorici ci aggireremo nel buio, armati di un rotolo di scotch e con Jamie McCartney… non vi diciamo niente, ma vi possiamo assicurare che le sue opere vi sorprenderanno.

La poesia cresce nell’erba - Passa per essere una cosa “elitaria”, persino un po’ snob. In libreria sta nell’angolo più nascosto. I media ne parlano poco. E quante persone ne conoscono una a memoria?
La poesia, nell’era dell’immagine, non ha la vita facile. Eppure quando recentemente Roberto Saviano ha presentato in televisione le poesie di Wislava Szymborska, premio Nobel nel ’96, appena scomparsa, in migliaia sono corsi a comprare il libro. A Cult tv incontriamo il poeta e traduttore Matteo Campagnoli, a cui chiediamo: a cosa serve la poesia?

Urban scotch drawing - Alex esce quando è molto buio. Tardi. Sempre dopo mezzanotte. Solo nei giorni che in giro c’è poca gente. Per capirci, mai di venerdì o sabato. Gira a piedi. Guarda le vetrine, soprattutto quelle dei negozi sfitti. Controlla che non ci siano telecamere a spiarlo. Poi, quando ha scelto la sua vetrina, impugna il rotolo di scotch e riempie il vetro di nastro adesivo. Crea forme geometriche che si intersecano. Graffiti di nastro. Chiama i suoi interventi artistico-stradaioli “Scotch drawing”. Ma cosa c’è dietro queste “azioni a nastro adesivo” e chi si nasconde dietro di esse? Ve lo racconta Cult Tv.

A fior di pelle - Le luci di Brighton, tra l’alba e il tramonto, l’umore del tempo che cambia rapidamente, devono avere ispirato Jamie McCartney a cercare nelle sue opere il fine gusto della provocazione su quello che per noi esseri umani è spesso ancora tabù. L’artista esplora la pelle delle sue modelle, fotografandola a contatto grazie all’utilizzo di un moderno scanner e ne nascono rappresentazioni del corpo in chiaro-scuro alquanto sorprendenti. E’ però il Grande muro della vagina l’opera che lo ha impegnato di più negli ultimi anni: 10 grandi pannelli per 9 metri di lunghezza e 400 calchi di vulve di donne dai 18 ai 76 anni. E’ nell’accostamento e nella varietà che le stesse protagoniste riscoprono in questo singolare muro la piacevole sensazione della loro “unicità”.

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Edizione integrale

Cult tv, 04.03.2012 -

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