I murales di Caron, il rock di Brondi e i videogiochi
Cult TV in questa puntata si avventura per le strade di San Francisco alla scoperta di una giovane artista e dei suoi murales. A seguire le canzoni di Vasco Brondi e una riflessione sui videogiochi.
Al muro l’utopia! -
Lavorava come illustratrice, fino al giorno in cui un'organizzazione di San Francisco le commissionò il suo primo murale. Lungo più di cento metri e alto cinque, il Duboce Bikeway Mural resta ancor oggi l'opera più imponente di Mona Caron.
Quel primo esercizio sulle grandi dimensioni ebbe successo; oggi lungo le vie di San Francisco è possibile ammirare una decina di murales ideati dalla Caron, giovane artista californiana di origini ticinesi: è infatti nata e cresciuta a Intragna (al pubblico svizzero-italiano sono sicuramente note le ricette e le erbe di sua sorella Meret Bissegger, che si ritrovano per altro anche in uno dei murales...)
L’arte del videogioco -
Da qualche mese a questa parte sembra essere in atto una vera e propria gara tra le più prestigiose istituzioni culturali del continente: chi primo arriva a riconoscere e dimostrare che il videogioco è un media artistico, a celebrare la nascita dell’ottava forma d’arte. Così si è potuto assistere ad iniziative da parte di enti quali la fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia o il Grand Palais di Parigi tutte incentrate sul videogioco e sulla sua natura artistica.
Ma i videogame possono davvero essere considerati arte? Un videogioco può effettivamente avere il valoro culturale ed estetico di un libro, di un quadro o di un film? CultTV ha affidato un tentativo di risposta ha Massimo Guarini – il più famoso game director italiano, ampiamente celebrato in Nord America e in Giappone – e a due giovani ricercatori della Svizzera italiana specializzati in questioni videoludiche: Lorenzo Romeo e Filippo Zanoli.
Le luci della centrale elettrica -
Le luci della centrale elettrica sono un progetto musicale molto seguito nella scena del rock indipendente italiano. In realtà, l’anima che sta nascosta dietro a Le luci è una sola, quella di Vasco Brondi. Un’anima divisa in due, fra mondo cantautorale e rock alternativo. Le sue canzoni spigolose sono una pioggia di parole disperate, ma anche vitali. La lotta armata al bar, Lacrimogeni, Cara catastrofe, alcuni titoli che ne fotografano l’umore. Due album all’attivo: Canzoni da spiaggia deturpata, Targa Tenco 2008 come miglior opera prima, e Per ora noi la chiameremo felicità.
Cult tv, 05.02.2012 -