LA 1 - Lunedì dal 18.6 al 22.8 ore 23.45
L’estate all’insegna dei documentari realizzati da registi ticinesi e svizzeri, sostenuti dalla RSI attraverso il Pacte de l’audiovisuel, per sottolineare la vivacità, la ricchezza e l’eterogeneità della produzione di casa nostra.
Cineasti giovani e con vasta esperienza che affrontano temi sociali importanti, scavano nel territorio locale ma si avventurano anche in paesi lontani, raccontano la gioventù e la crisi del lavoro ma anche personaggi del passato e di oggi che hanno portato e portano con prestigio il nome della Svizzera in tutto il mondo.
Sono documentari che hanno suscitato l’interesse e il coinvolgimento di importanti televisioni europee e che hanno ricevuto premi prestigiosi in tutto il mondo, a dimostrazione della vivacità del cinema ticinese e della solida tradizione del nostro paese nella produzione di documentari.
18.6.
La grande eredità, di Fosco e Donatello Dubini
Una casa abbandonata è ciò che rimane della vita passata in Ticino dei fratelli e registi di questo documentario, che da tempo ormai vivono a nord delle Alpi . Quando la casa viene distrutta da un incendio, improvvisamente i protagonisti si trovano confrontati con i loro ricordi e con le prospettive per il futuro, sullo sfondo di una misteriosa eredità, che sembra essere custodita tra le mura della casa. Un documentario sulle nostre radici, un confronto con l’eredità familiare, concreta e metaforica, tra i ricordi di un passato rimasto sopito ma ancora presente e l’energia proiettata verso il futuro dell’ultima generazione familiare, quei nipoti che fino ad ora non conoscevano il Ticino.
25.6.
Erich Maria Remarque, di Victor Tognola
La vita di Erich Maria Remarque è indissolubilmente legata al Ticino, dove lo scrittore tedesco in fuga dal nazismo, dopo aver scritto il romanzo "Niente di nuovo sul fronte occidentale", arriva nel 1931 e vi rimane fino alla sua morte, avvenuta nel 1970.
Villa Tabor a Porto Ronco, dove si stabilisce, diventa rifugio clandestino di molti nomi importanti della letteratura tedesca. Durante la seconda guerra mondiale Erich Maria Remarque viene chiamato a Hollywood, intreccia un intenso legame con Greta Garbo e poi Marlène Dietrich; poi nel 1951 incontra la donna della sua vita, Paulette Goddard, con la quale condividerà la quiete della vita ticinese. Il documentario d i Victor Tognola ricostruisce la storia del grande scrittore grazie l'intrecciarsi di destini straordinari, attraverso epoche tragiche della nostra storia, tra prima e seconda Guerra Mondiale e la speranza del Dopoguerra.
2.7.
La bénichon, di Fabienne Buetti
Una riflessione sulla perdita della madre, sull'irreversibilità della morte, sulla vita che continua. Un documentario delicato sulla scia dei ricordi e delle immagini amatoriali girate dalla regista durante gli anni in occasione della festa di famiglia, la Bénichon, la festa del ringraziamento delle campagne friborghesi. Ogni anno in quell’occasione la madre chiamava accanto sa sé i membri della famiglia sparsi per il mondo per una cena a base di gigot. Poi si è ammalata, e qualche anno dopo è morta. Il filo del discorso si è spezzato. Sarà ancora possibile riannodarlo?
Un angelo caduto in volo, di Giona Pellegrini
Sindacalista e politico, Angelo Pellegrini è stato un uomo le cui forti passioni hanno turbato i tradizionali equilibri della vita politica del Canton Ticino tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso. Il documentario di Giona Pellegrini, ripercore le sue vicende pubbliche che, a causa della sua popolarità, lo portarono ad essere vittima di feroci attacchi.
Ripercorre anche i risvolti umani e familiari dell'uomo, testimoniati da filmati familiari che ne rivelano gli aspetti personali. Ne esce una figura umana non convenzionale, spinta da forti ideali e sentimenti, e capce di riscattare, con un percorso anche turbolento, le sue umili origine. Un documentario attraverso il quale il giovane regista, al suo primo documentario, cerca di conoscere il nonno, che non ha purtroppo mai conosciuto.
9.7.
1, due, 100 officine, di Danilo Catti
Il 7 marzo 2008, la direzione delle FFS annuncia di voler privatizzare la manutenzione dei vagoni merce e dislocare quella delle locomotive. Una condanna a morte per le Officine Cargo di Bellinzona. I 430 operai entrano immedia-tamente in sciopero, con una protesta che coinvolge l'intera società civile. Lo sciopero dura trenta giorni. Il ministro dei trasporti è costretto ad intervenire. Le Ferrovie devono ritirare il loro piano e viene istituita una tavola rotonda con il compito di assicurare il mantenimento e lo sviluppo delle Officine di Bellinzona. Ma la fiducia è gravemente minata e la ripresa del lavoro resta piena di insidie. Le maestranze hanno vinto la prima battaglia ma non la guerra. A 5 anni di distanza dallo sciopero, gli operai vivono nell’incertezza del loro futuro. Uno sguardo d’autore nel cuore delle Officine di Bellinzona.
16.7.
Gotthard Schuh. Una visione sensuale del mondo, di Villi Hermann
Da sempre stimato come pioniere del giornalismo fotografico, Gotthard Schuh (1897-1969) ha ottenuto solo in tempi relativamente recenti il postumo riconoscimento internazionale del suo valore di artista. Un’arte, quella del fotografo svizzero, fatta di continuo incantamento di fronte al miracolo dell’umanità, di sensualità e di malinconia.
Il film di Villi Hermann segue le tracce lasciate dalle fotografie di Gotthard Schuh a Singapore, nelle “isole degli dèi” dell’Indonesia e fino nel Malcantone, ultima tappa terrena della sua vita. Con le fotografie a portata di mano, il regista Villi Hermann è andato alla riscoperta dei luoghi e dei personaggi fotografati da Schuh, scoprendo folgoranti coincidenze e instaurando un dialogo a distanza tra il fotografo del secolo scorso e il cineasta di oggi. È un gioco di rimandi fra testi, gli scritti originali di Gotthard Schuh e le impressioni contemporanee di Villi Hermann. Ed è soprattutto un gioco di rimandi fra immagini, quelle scattate negli anni Trenta e Quaranta, e quelle catturate oggi dalla cinepresa. Selezione ufficiale al Festival Internazionale di Locarno 2011.
23.7
Il nostro Eden, di Mano Khalil
La vita quotidiana in una comunità di orti della Svizzera che, come un mosaico, riflette la società contemporanea, multietnica e multiculturale. Persone delle più diverse origini geografiche, religiose, sociali e politiche, lavorano fianco a fianco le loro parcelle, formando un microcosmo pieno di gioia e di sogni, ma anche di solitudine, di nostalgie, di conflitti familiari, di avversità e drammi. L’amore degli svizzeri per la disciplina si coniuga con l’improvvisazione creativa degli stranieri. La voglia di integrazione e di rispetto reciproco si scontra a volte con l’ignoranza, l’incomunicabilità culturale, ma cristiani e musulmani, spesso provenienti da paesi già in guerra fra loro, assaporano il bene prezioso del tempo e dello spazio da vivere senza assillo, in armonia. E da qui può cominciare la loro riconciliazione con la vita.
30.7
Vite tra i vulcani, di Mario Casella, Fulvio Mariani
Esplorare le montagne dell'Iran e interagire liberamente con le popolazioni locali è stato impossibile in anni recenti a qualsiasi autore di documentari e perfino anche ai semplici escursionisti. Nel corso della primavera del 2011 Mario Casella e Fulvio Mariani, documentaristi ticinesi autori del documentario, hanno avuto accesso esclusivo alla catena montuosa che corre dal confine turco fino a quello afghano all'est. La principale condizione imposta dalle autorità era una sola: niente politica! Il pretesto di una spedizione scialpinistica diventa così la chiave per un viaggio unico nell'Iran rurale all'ombra dei suoimeravigliosi vulcani e nei meandri delle eruzioni politiche che condizionano il paese. Miglior film di montagna al Festival internazionale di Lubjana 2012 e premio Spirito Outdoor al Film Festival di Trento 2012.
6.8.
Le quattro volte, di di Michelangelo Frammartino
“Abbiamo in noi quattro vite successive, incastrate l’una dentro l’altra. L’uomo è un minerale, perché ha in sé lo scheletro e attorno a questo un corpo di carne; è anche un vegetale, che si nutre, respira e cresce; è un animale, perché si muove e percepisce il mondo attraverso i cinque sensi; ed è infine un essere razionale, in quanto possiede volontà e ragione.” Michelangelo Frammartino, il regista, ha voluto tradurre in immagini questa concezione dei cicli della vita e della natura, la cui origine viene fatta risalire ai filosofi pitagorici di oltre duemila anni fa. Attraverso lo scabro paesaggio calabrese, dove il tempo sembra essersi fermato, siamo accompagnati in un mondo arcaico, sconosciuto e magico, alla ricerca del segreto di quattro vite misteriosamente intrecciate. Quinzaine des réalisateurs del Festival internazionale del Cinema Di Cannes 2011.
13.8.
My reincarnation, di Jennifer Fox
La regista incontra per la prima volta il protagonista del documentario, il maestro tibetano Namkhai Norbu Rimpoche, nel 1985, poi viaggia per anni con lui in tutto il mondo, raccogliendo le immagini che daranno forma, oltre 20 anni dopo, al documentario. Instaurando uno stretto rapporto di fiducia con il protagonista, l’autrice del documentario riesce a creare una grande complicità con la famiglia del maestro, che vive in Italia, e si sofferma in particolare sul rapporto tra padre e figlio. Quest’ultimo, Yeshi, è stato riconosciuto come la reincarnazione di un famoso maestro tibetano, ma ha sempre rifiutato questa pesante eredità. Ma poco a poco Yeshi inizierà ad avvicinarsi al padre, cercando nelle sue parole la forza per affrontare il suo futuro.
20.8.
Polvere. Il grande processo dell’amianto, di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller
Una comunità intera, quella della cittadina di Casale Monferrato, in Piemonte, lotta per ottenere giustizia per i suoi quasi 3000 morti. La fabbrica, aperta nel 1907 e chiusa nel 1986, produceva infatti eternit, un materiale estremamente resistente e dotato di una buona elasticità, composto da cemento e amianto, altamente nocivo. Durante i primi 60 anni di attività l’intera produzione avveniva a mani nude, senza alcun tipo di protezione. Il documentario focalizza le vicende umane e processuali legate al tragico caso dell'Eternit. Il recente processo di Torino ha infatti condannato i proprietari della fabbrica, tra cui lo svizzero e miliardario Stephan Schmidheiny, una prima a livello mondiale su questo tema. Per la Svizzera, Francia, Belgio e Germania, così come per tutti gli altri stati direttamente coinvolti in questa causa, si apre così un nuovo importante capitolo nella lotta contro questo insidioso nemico mortale. Premio speciale al Festival Cinemambiente di Torino 2011.
27.8.
Unbelgiocare, di Mohamend Soudani
Da Montreal a Milano, passando per Londra, Mosca, per finire in Messico, uno sguardo inedito sul grande artista, Daniele Finzi Pasca raccontato dal suo amico di infanzia, il regista Mohammed Soudani. Accanto al primo spettacolo ideato da Daniele, “Icaro”, assistiamo alle sue rappresentazioni più imponenti come “Rain”, Nebbia” e “Donka”. Il documentario ci permette di curiosare dietro le quinte, di capire come Daniele costruisce i suoi spettacoli, di apprezzare la sua grande umanità. Ascoltando le testimonianze di quelli che lo conoscono bene, un viaggio a 360 gradi in compagnia di una persona straordinaria, che il regista definisce"il più grande fabbricante di sogni al mondo".