Il trailer in versione originale
© 2010 by PARAMOUNT PICTURES, 25.08.2010 -
Che noia essere popolari e amati da tutti!
(foto © 2010 DreamWorks Animation)
Un film di Mike Mitchell. Con le voci di (in inglese) Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas, Walt Dohrn.
(in italiano) Renato Cecchetto, Nanni Baldini, Selvaggia Quattrini, Antonio Banderas, Francesco Vairano
Titolo originale Shrek Forever After - Animazione, Ratings: Kids, durata 93 min - USA 2010 - Universal Pictures - Uscita nella Svizzera italiana mercoledì 25 agosto 2010
C’era una volta un film d’animazione capace di ribaltare i topòi delle fiabe classiche (l’orco cattivo, la principessa salvata da un deus ex-machina possibilmente azzurro e su cavallo bianco, ecc…). Capace di giocare con il cinema citando a raffica moltissimi classici; di divertire i bambini ma anche i loro genitori; capace di aggiudicarsi il primo Oscar in assoluto a un film di animazione e di scavalcare i confini del genere conquistando svariate nomination nelle altre categorie.
Dal primo urlo di Shrek sul grande schermo sono passati quasi dieci anni e trovare nuova linfa creativa dopo ben tre film poteva apparire oggettivamente improbabile. Basata sulla fiaba omonima di William Steig, la saga ha già abbondantemente esplorato quello che succede dopo il classico happy end nel secondo e nel terzo episodio, tanto che legittimamente più di un fan temeva una caduta in questo quarto film, il «Final Chapter», come recita il titolo originale (ma è già in preproduzione lo spin-off Puss in Boots: The Story of an Ogre Killer che uscirà nel marzo 2012 e che racconta la vita del gatto con gli stivali prima dell’incontro con Shrek).
Invece la Dreamworks centra in pieno l’obiettivo e lo fa con gli strumenti già adottati nei film precedenti: ironia, rovesciamento, gusto cinefilo con tanti omaggi (e persino un’autocitazione con il gatto con gli stivali che rifà l’irresistibile sguardo implorante) e una colonna sonora musicale attenta ai gusti degli over40. E Shrek 4 non trascura neppure le lezioni recenti, assimilando benissimo quella di Lost e dei mondi alternativi nella sua trama che vede l’orco ormai sposato con Fiona, padre di tre orchetti, stressato dagli impegni familiari e dalla celebrità conquistata tra il popolo di Molto Molto Lontano. Sì, Shrek è stressato, così stressato da rimpiangere i tempi in cui poteva comportarsi da orco vero, spaventare tutti e sguazzare liberamente nel fango della palude. Ed è proprio la nostalgia a spingerlo ad accettare un patto con il cattivo di turno: l’imbroglione Tremotino che anela a regnare su Molto Molto Lontano. In cambio di un giorno da Orco, Shrek cede a Tremotino uno dei suoi giorni d’infanzia già vissuti: ma il cambio precipita tutti in un universo parallelo in cui Fiona (che guida la resistenza degli orchi contro il tiranno Tremotino) e Shrek non si sono mai incontrati, Tremotino è il despota di Molto Molto lontano, Ciuchino non riconosce l’amico di sempre, e persino il sinuoso Gatto con gli stivali è un pigro e grasso micione che somiglia più a Garfield che all’astuto felino che ha dato tante noie a Shrek!
Tutto da rifare insomma per l’orco buono in un profluvio di avventure divertenti e dalla morale non scontata dove il punto debole è forse solo nella vera innovazione del film, quel 3D che non aggiunge nulla a una storia fresca e che a volte risulta addirittura un po’ posticcio.
© 2010 by PARAMOUNT PICTURES, 25.08.2010 -
Buio in sala, Rete Tre, 30.08.2010 -