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Sotto pressione

Franco forte, euro in crisi, dollaro debole: un cocktail esplosivo che mette sotto pressione le industrie di esportazione svizzere. E cosa succede in Ticino? Alcune ditte hanno messo sul tavolo delle soluzioni per correre ai ripari: si parla di ore di lavoro in più non retribuite, lavoro ridotto, rischio licenziamenti e addirittura delocalizzazione di intere aziende. Ma molte delle ricette proposte dal padronato non piacciono ai sindacati. Ospiti della puntata il direttore di AITI, l’Associazione industrie ticinesi Stefano Modenini e Rolando Lepori del sindacato Unia.
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Possibile che quando c é da chiedere sacrifici per salvare le aziende,in questo caso e prima le banche,vedi UBS, tutti debbano partecipare se no il rischio é la chiusura o quant altro, invece quando le cose vanno bene il profitto resto ai soliti noti,e non viene distribuito alla popolazione?
Comunque il momento é talmente grave e complesso che é impesabile che solo una parte,AITI,possa dettare la ricetta per uscirne,secondo me é neccessario convocare un tavolo di crisi con la presenza del Cantone, AITI e i sindacati.

