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La scienza e l’Unità d’Italia (RADIO)
L’Unità d’Italia, caso abbastanza unico, si realizzò sul piano culturale
L’Unità d’Italia, caso abbastanza unico, si realizzò sul piano culturale prima ancora che su quello politico. Dove per cultura si intende cultura umanistica ma anche cultura scientifica. Fu infatti un contributo importante quello che gli scienziati diedero alla formazione dello Stato Italiano, in molti casi partecipando anche attivamente ai moti rivoluzionari. Un contributo però la cui importanza non è stata unanimemente riconosciuta: a partire dall’opinione di Benedetto Croce, che agli inizi del ‘900 bollò, seguito in toto dall’intellighenzia italiana, il sapere scientifico come un sapere di ‘serie B’. Una scomunica di cui si sono sentite a lungo dolorosamente (e si avvertono ancora oggi) le conseguenze. Come è avvenuto negli anni ’60, quando il tentativo da parte di alcuni scienziati di modernizzare il paese sostenendo il suo sviluppo scientifico, educativo e industriale fu bloccato drasticamente e a volte con esiti tragici, come nel caso della scomparsa (e probabile uccisione) di Enrico Mattei.
OSPITI
Enrico Bellone, fisico, docente di Storia della Scienza alla Università di Milano, già direttore de’ Le scienze. Al tema della scienza in Italia ha dedicato vari libri tra cui La scienza negata. Il caso italiano, Codice edizioni 2005 e altri usciranno a breve per il 150esimo dell’Unità d’Italia
Vittorio Bo, direttore Festival della scienza di Genova e del Festival delle scienze di Roma
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