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Chernobyl 25 anni dopo (TV)
Si dice “Chernobyl” e ci si immagina un cielo livido di radioattività, la nube nera, la tetraggine sovietica. Che ne è oggi di quella landa desolata, da tutti (obbligatoriamente) abbandonata? Per quanto incredibile possa sembrare, a 25 anni dall’esplosione essa è diventata uno degli ecosistemi più stabili del pianeta, ripopolato dalla sua fauna tipica, rigoglioso nella sua flora lussureggiante. Come è possibile? Come sopravvivono queste forme di vita, in quale stato di salute? La risposta alla prima domanda è legata in primo luogo proprio all’assenza dell’uomo, che ha permesso alla natura di riaffermare i suoi diritti. A dire il vero, l’uomo non è del tutto assente: il “fenomeno Chernobyl” ha attirato una piccola schiera di scienziati curiosi quanto eccentrici e coraggiosi che stanno studiando le specie animali e vegetali per determinare quali modificazioni ha prodotto nel loro organismo il livello tuttora molto alto di radiazioni nella zona.
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